Il turismo sostenibile dei treni storici

Scritto da Rita Covello Progetto Artes il 15 Febbraio 2021

Quando l’emergenza e il dolore passeranno, potremo ripartire con programmi e proposte per far rifiorire il turismo italiano. E potremo farlo, tra le molteplici ricchezze del nostro Paese, con i treni storici: il 2020 avrebbe infatti dovuto essere l’anno del treno turistico. È ora di promuovere un’altra forma di turismo che permetta al viaggiatore di percorrere lo Stivale in modo sostenibile, lungo le tratte storiche delle ferrovie, ammirando paesaggi magnifici e toccando località di struggente bellezza, raggiungendo anche i piccoli centri e ripartendo dal turismo di prossimità.  

Esistono 800 chilometri di tratte ferroviarie in disuso e abbandonate che attraversano parchi nazionali, aree protette e territori densi di storia e cultura. Nel 2020 si era deciso di investire per potenziare, promuovere e valorizzare questa forma di turismo, rispondendo all’esigenza di governare la crescita impetuosa dei flussi turistici. Il COVID-19 ha cambiato le carte in tavola, ma il valore di questo tipo di turismo che rispetta la fragilità del nostro patrimonio non deve andare perso. 

Di stazione in stazione 

Viene alla mente il brano scritto da Ivano Fossati: “Io la sera mi addormento e qualche volta sogno perché so sognare… Come i treni a vapore come i treni a vapore. Di stazione in stazione. Come i treni a vapore, come i treni a vapore… il dolore passerà”. Di stazione in stazione, si potrà valorizzare lo spettacolare patrimonio culturale d’Italia. Ormai da quasi un decennio in Italia, i treni storici – sempre più numerosi – sono tornati a viaggiare, da nord a sud, con locomotive a vapore, oppure elettriche risalenti agli anni ’30, a bordo di carrozze “centoporte”, di vagoni di legno o foderati di elegantissimi velluti. Si sono caratterizzati come mezzi di trasporto che, insieme alle bici, fanno muovere lentamente visitatori e turisti tra colline, laghi, prati fioriti (o innevati), siti archeologici e borghi antichi. 

C’è l’occasione concreta per creare e sviluppare una rete di trasporto dolce e rianimare economicamente molte aree interne del Paese. Infatti, il turismo ferroviario sulle linee dismesse o secondarie, oltre ad essere di per se stesso esperienza di viaggio e di turismo affascinante, fa sì che i treni possano diventare i veicoli ideali per vivere esperienze memorabili, alla scoperta dei genius loci di ciascun territorio.

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Il turismo esperienziale per valorizzare treni e musei ferroviari

Grazie a una stretta collaborazione tra Artès, riferimento nazionale per il turismo esperienziale, Assotes (Associazione Operatori per il Turismo Esperienziale), le associazioni locali e i gestori dei treni turistici, si potrebbero far fiorire proposte di qualità e di grande attrattività per un pubblico locale ed internazionale

Tale sinergia potrebbe valere anche per la fruizione turistica dei musei ferroviari (ve ne sono  molti in Italia oltre al più prestigioso Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa vicino a Napoli, di Fondazione FS Italiane), luoghi senza tempo, che consentono a grandi e piccini di riscoprire tutto il fascino di un mondo ricchissimo di storia, di vicende e di personalità incredibili. Luoghi magici perfetti per diventare il palcoscenico delle Storie da Vivere Insieme.

Purtroppo i musei ferroviari nel nostro Paese non rappresentano una realtà molto conosciuta, al contrario di quanto accade all’estero, dove invece sono molto ricercati e apprezzati sia dal pubblico dei bambini, comprendente scuole e  famiglie, sia da un pubblico adulto. Si tratta insomma di un’ulteriore opportunità da cogliere quando si potrà ricominciare a viaggiare. L’importante è non farsi trovare impreparati: bisogna quindi sfruttare questo periodo per mettere in campo accordi, sviluppare idee e aumentare la professionalità.