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12 tecnologie per la decarbonizzazione delle città

La riduzione delle emissioni è un obiettivo fondamentale nella lotta al cambiamento climatico, ma è anche uno sforzo estremamente complesso, che non può essere affrontato se non suddividendolo in diversi ambiti. Uno degli aspetti che ci riguardano più da vicino, per esempio, è la decarbonizzazione delle città. Le grandi aree urbane, infatti sono il luogo nel quale risiede oltre il 50% della popolazione mondiale e generano il 70% delle emissioni. Non è possibile, naturalmente, immaginare una riduzione delle emissioni nelle aree urbane senza uno sforzo collettivo, che parta dalle istituzioni e dal potere legislativo, per poi estendersi alle imprese, all'innovazione tecnologica e – solo infine – agli stili di vita degli individui. Le tecnologie e le innovazioni, naturalmente, sono alleati indispensabili in questo processo. Il report “Sustainable disruption: 12 decarbonising technologies for cities”, elaborato da Osborne Clarke in occasione della Cop26 ne ha individuate 12 che possono essere strumentali nella decarbonizzazione delle città.

La ricerca di Osborne Clarke sulla decarbonizzazione delle città

Il report ha analizzato ben 26 tecnologie, prendendone in esame l'applicazione in dieci grandi città in tutto il mondo, con diversi livelli di successo in termini di riduzione e contenimento delle emissioni, ma tutte accomunate dal fatto di avere un livello di CO2 molto alto e dall'impegno di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Le città in questione sono Barcellona, Seul, Parigi, New York, Londra, San Francisco, Delhi, Berlino, Singapore e Firenze. I parametri usati per valutare le tecnologie sono, fra gli altri, la loro efficacia comprovata, la sostenibilità finanziaria, la scalabilità e il potenziale di raggiungimento degli obiettivi di carbon neutrality prefissati dagli accordi internazionali. Anche all'interno dello specifico urbano, inoltre, sono state fatte delle distinzioni di ambito differenziando le tecnologie fra quelle che operano sul settore dell'edilizia, su quello delle infrastrutture e su quello dei trasporti.

La parola chiave è efficienza

Soprattutto nell'ambito dell'edilizia, alla base di una efficace decarbonizzazione delle città c'è prima di tutto l'efficienza nella pianificazione, costruzione e gestione degli edifici. Il concetto di efficienza deve andare a monte dell'operato delle imprese edili, partendo dalla ricerca sui materiali più sostenibili in alternativa al cemento armato e al calcestruzzo, ma anche sull'efficientamento energetico degli edifici, con reti e contatori intelligenti per la distribuzione dell'energia, pompe di calore ad alta efficienza e tecnologie di teleraffreddamento e teleriscaldamento. Anche l'uso di materiali come il vetro altamente performante e la creazione di “green roofs” ovvero di strutture verdi sui tetti degli edifici che abbinano l'isolamento termico all'effetto positivo della vegetazione sull'atmosfera.

Trasporti e infrastrutture: l'intelligenza artificiale può aprire nuove strade

Avete mai sentito parlare di “waste robotic”, “vehicle to grid” e “digital twin”? Si tratta di tecnologie innovative che utilizzano l'intelligenza artificiale e il deep learning per ottimizzare processi di vario genere, con lo scopo di ridurre le emissioni. La loro efficacia in alcuni casi è comprovata, mentre in altri, stando al rapporto di Osborne Clarke, necessitano di ulteriori ricerche e investimenti per verificarne gli effetti di lungo periodo. Con il termine waste robotic si intende, in termini semplici, l'automatizzazione della gestione dei rifiuti grazie al machine learning, per ottimizzare l'intero processo dal punto di vista energetico. La tecnologia “vehicle to grid”, invece, è quella che permette il ri-trasferimento dell'energia dal veicolo elettrico alla rete di distribuzione, per evitare gli sprechi e mantenere in circolo l'energia prodotta dalle rinnovabili il più a lungo possibile. Il concetto di “digital twin”, infine, ha a che fare con la simulazione in AI di un processo, con tutte le sue variabili, per poterne valutare l'efficienza senza mettere in atto il processo vero e proprio, così da non sprecare emissioni nella fase di valutazione. Queste tecnologie, insieme ai veicoli autonomi e alla “mobility as service” sono state prese in esame per quanto riguarda l'efficientamento delle infrastrutture e dei trasporti.

 

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Pubblicato il 25-11-2021

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