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Sydney, simbolo di sostenibilità e vita green

La sostenibilità è un obiettivo per tutto il pianeta, ma non tutti i paesi e le città si stanno muovendo alla stessa velocità per raggiungerlo. Quello che l’esperienza ci ha insegnato è che l’unico modo per ridurre il nostro impatto sull’ambiente è scomporre questo obiettivo principale in traguardi più piccoli e poi agire metodicamente su ognuno. Ce lo dimostrano esempi virtuosi come la città di Sydney, in Australia, che è stata dichiarata nel 2018 la più sostenibile del continente e che si è impegnata in un programma di ulteriore riduzione dell’inquinamento e delle emissioni entro il 2030. Come sono stati raggiunti gli obiettivi correnti e quali strategie sono attualmente impiegate per continuare a fare di Sydney un esempio di metropoli eco-friendly?

Sydney e gli obiettivi di sostenibilità per il 2030

Le parole chiave del programma che la città di Sydney ha sviluppato per il prossimo decennio sono tre: la città mira a diventare “Verde”, “Globale” e “Connessa”. Lo scopo è trasformare completamente gli stili di vita, andando a influenzare ogni aspetto delle attività cittadine, dal lavoro alla vita privata, per creare una vera e propria rivoluzione della sostenibilità, facendo crescere al contempo l’economia e la cultura locale. Diventa espositore per il settore mobilità

Incentivi alle imprese “green” e infrastrutture sostenibili

I primi soggetti a essere coinvolti nelle politiche sostenibili della città sono state le aziende. Per coniugare crescita economica e rispetto dell’ambiente, infatti, è fondamentale incentivare le industrie verdi, trasformando la città in una meta desiderabile per tutti gli imprenditori che scelgono di adottare pratiche eco-friendly. Naturalmente non si può pensare di delegare interamente all’imprenditoria privata la responsabilità della creazione di una città “verde”: anche il comune (o, su scala più vasta, lo Stato) deve fare la propria parte creando infrastrutture che rispettino i medesimi criteri di sostenibilità. Si inizia, naturalmente, dalle forniture di acqua ed energia, per proseguire con la gestione dei rifiuti, la raccolta differenziata, l’edilizia pubblica con l’ottimizzazione energetica degli edifici, l’implementazione di trasporti pubblici non basati sui combustibili fossili e, per finire, la creazione di spazi verdi a disposizione della collettività. Tutte queste opere sono iniziate a Sydney ormai da diversi anni e molte altre ne sono in programma per il prossimo futuro.

La cultura che fa bene all’ecologia: una città “globale” rispetta l’ambiente

L’Australia ha politiche piuttosto controverse sull’immigrazione, ma Sydney ci tiene a mantenere la propria vocazione internazionale, soprattutto finanziando una vivacissima scena culturale che attrae turisti da tutto il mondo. Strutture come la Sydney Opera House – che è ormai un simbolo di identità nazionale – rappresentano quella che la città intende come la propria aspirazione alla “globalità”. Lo scopo è attirare e trattenere i talenti dell’industria culturale, per mantenere un ambiente creativo e una scena artistica vivace. È infatti dimostrato che cultura e rispetto dell’ambiente vanno spesso insieme e che una vita culturale sana è spesso sinonimo di una cittadinanza attenta ai problemi dell’ambiente.

Una città connessa per ridurre le emissioni

I trasporti sono un elemento essenziale nel panorama della sostenibilità urbana. La città di Sydney si è impegnata per rendere il centro facilmente raggiungibile sia a piedi che in bicicletta, ma anche per fare in modo che le diverse unità urbane nelle quali è divisa la città siano organizzate in modo il più possibile autonomo, così da ridurre la necessità di spostamenti lunghi. Per ottenere questo obiettivo non basta incentivare la corretta dislocazione di scuole e ospedali: occorre anche garantire la presenza di alloggi a prezzi accessibili e promuovere la vitalità culturale di tutti i distretti.

Energia: a Sydney è sostenibile al 100%

Ultima, ma non meno importante è la questione dell’energia, che a Sydney è interamente rinnovabile, poiché proviene dai parchi eolici e solari della regione del Nuovo Galles del Sud. In questo modo, l’intera regione ha ridotto le emissioni di CO2 di circa 20.000 tonnellate all'anno, con un risparmio pari a circa 308.000 € nel prossimo decennio.

Pubblicato il 26-10-2020

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